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Notizie dal Festival


  • 16 marzo 2017

Alla scoperta delle origini del cinema in Svizzera

Si è svolto durante la prima giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival il programma speciale C’era una volta la Svizzera, curato da Massimiliano Maltoni in collaborazione con Cinématèque Suisse e il Consolato Svizzero a Venezia. “Un tuffo nel passato che non vuol essere assolutamente nostalgico”: così esordisce Maltoni nel presentare i 19 frammenti datati quasi un secolo fa: filmati che ripercorrono la storia del cinema in Svizzera, fonti importanti per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio artistico e storico del paese.

Si torna indietro fino al 1896, anno successivo al brevetto dei fratelli Lumière del cinematografo. Il cinema approda in Svizzera grazie anche ad alcune iniziative di personalità storiche del paese, come Casimir Sivan, titolare dell’omonima ditta di Ginevra che costruiva orologi. Sivan compra un kinetoscopio, lo modifica utilizzando una pellicola da 38 mm e lo brevetta. Con questa particolare cinepresa realizza dei filmati di paesaggi e vedute della Svizzera. Suo è l’opera d’apertura: Les bains de la Jetée des Pâquis (1896). I cortometraggi ritraggono la vita nelle città, il folclore delle feste di campagna e i grandi eventi come l’Expo di Ginevra nel 1896 (Esposizione Nazionale di Ginevra di Alexander Promio) che oltre al grande afflusso di turisti vide anche la presenza dei primissimi cineoperatori. Lo stupore nei confronti di questo nuovo media si percepisce nello sguardo confuso, sorpreso e allo stesso tempo incuriosito dei passanti, come nel corto L’operatore del cinegiornale svizzero in azione (1925), mostra la nascita dei cinegiornali.

Come constatato dal curatore, nelle tematiche dei filmati si riscontrano vari incroci inconsapevoli con il genere western, come ne L’ultima carrozza postale del Klental (1925), mentre Officina metallurgica di Frauenfeld (1925), sembra quasi un film di fantascienza: “Altri sembrano quasi dei kolossal vista la grande presenza di persone sullo schermo” aggiunge Maltoni. Il cinema molto presto volgerà il suo sguardo alle bellezze paesaggistiche della Svizzera “Non si può parlare di cinema in Svizzera senza che vi siano ritratte le montagne, e ovviamente non si può parlare di cinema in Svizzera senza che vi sia Guglielmo Tell, protagonista di uno scherzoso cineindovinello” (Willheim Tell, 1910). Per finire si arriva alla Sfilata primaverile di moda (1918), pellicola dipinta a mano con colori delicati e a Pour Être Hereux (1928), una divertente pubblicità “che magari l’anno prossimo potrà essere l’oggetto di una nuova esplorazione del cinema svizzero” conclude Martoni.

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