Notizie dal Festival


Comunicato del 28 marzo

LA PRIMA GIORNATA DEL
CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL II

 

 

FIRST DAY AT
CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL II EDITION

 

 

Venezia, 28 marzo 2012. Accompagnati da un clima finalmente primaverile nella bella cornice dell’Auditorium Santa Margherita, ha avuto il via oggi la seconda edizione del Ca’Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa concepito organizzato e gestito interamente da una Università, la Ca’Foscari di Venezia. Più di cento studenti hanno partecipato alla creazione di questa sorta di campionato mondiale del cinema studentesco, una sorta dell’immaginario a venire, per capire come sta cambiando il cinema. Un concorso internazionale di cortometraggi realizzati da studenti universitari di cinema e di scienze della comunicazione o da studenti provenienti da importanti scuole di cinema come la francese Le Fresnoy, l’indiana Satyajit Ray Film Institute e la tedesca Hochschule fur Fernsehen und film Munchen e saranno giudicati da una giuria internazionale composta da Pappi Corsicato, Irene Bignardi e Rachid Mohamed Benhadj. Inoltre retrospettive, omaggi, scoperte e workshop. Alla cerimonia d’inaugurazione sono intervenuti Roberta Novielli, coordinatrice generale e delegata del rettore alle attività cinematografiche di Ca’ Foscari, il direttore artistico Roberto Silvestri e il rettore dell’università Ca’ Foscari Carlo Carraro che esordisce dicendo: “continua nel tempo quello che l’anno scorso abbiamo cominciato in modo sperimentale e cioè un Festival fatto dagli studenti (di Ca’ Foscari) per gli studenti (delle scuole di cinema del mondo). Nel discorso introduttivo ha inoltre affermato con orgoglio che l’Università si vuole confermare come una delle istituzione che produce più cultura a Venezia, in modo tale da dare ai suoi studenti la possibilità di trovare lavori in ambito culturale per un ritorno economico che va a vantaggio della città stessa. Nelle sue parole il Festival è testimone delle tante espressioni artistiche che devono trovare modo di crescere all’interno dell’università, la quale deve continuare a sviluppare la sua produzione culturale; è in questo senso che va il festival di letteratura che si terrà a fine aprile, così come le contaminazioni tra i vari media di cui il Festival è protagonista con la musica di Elettrofoscari e la fotografia di Erwitt e Pasinetti.
L’intervento di Roberta Novielli è stato teso soprattutto a ricordare l’importanza degli studenti nell’organizzazione e nella gestione del Festival, ringraziando il rettore per aver creduto nel Cinema come parte del percorso formativo per i giovani. Ha sottolineato poi il carattere sperimentale di molte delle iniziative del Festival: prima fra tutte VideoTraces-Viral Competition, il workshop “virale” coordinato da Valentina Re, o il concorso per giovani sceneggiatori che affianca i due programmi già dedicati alle scuole del Veneto, il workshop in collaborazione con l’istituto penale minorile di Treviso o quello tutt’ora in svolgimento sull’animazione; è la forma stessa del cortometraggio che si presta ad ogni sorta di sperimentazione.
A chiudere, l’accorato appello di Roberto Silvestri alla preservazione della bellezza e dei talenti del Paese: “in Italia le scuole di cinema crescono e le regioni stanno destinando sempre più risorse al cinema, ma siamo comunque vittime di un paradosso: in un paese dal grande patrimonio come il nostro, col quale si potrebbe vivere benissimo se lo sapessimo preservare, c’è un attacco costante alla bellezza, compreso il non creare una situazione ottimale per gli studenti e il non investire nella valorizzazione dei talenti.” A testimonianza di questo, continua, abbiamo solo due film provenienti da scuole italiane, ma il doppio da registi italiani “emigranti”. Nella chiusa del suo discorso ricorda poi come gli Oscar di quest’anno hanno premiato film che rendono omaggio al cinema dei fratelli Lumière e a quello di Meliès, al cinema antecedente al 1907, ovvero al cinema…..corto.

Il Festival è entrato subito nel vivo con il primo concorso in programma, quello dedicato agli Istituti Medi e Superiori del Veneto per il quale sono stati selezionati quattro cortometraggio provenienti da altrettante scuole della regione, tra queste anche il vincitore dello scorso anno, Marco Augelli, con Sognando scuola, un cortometraggio dedicato alla tecnologia, alle possibilità che questa dona, migliorando lo stile di vita (e la qualità dell’insegnamento), oltre ad essere un sincero tributo a Federico Faggin, inventore del primo microchip ed ex-studente proprio di questo istituto. Italia 150, della classe IV AIAG di Arti Grafiche, è invece un’opera collettiva nata come esperimento per mettere in pratica le conoscenze grafiche acquisite a scuola, sotto la direzione della professoressa Rita Mugiardi e consiste in una divertente animazione di un minuto sul “circo Italia”. Gianmarco Fabris è invece l’autore di A Comprehensive Retrospective, un corto nato dall’idea di unire tre temi: razzismo, bullismo e droga, tre problematiche molto presenti nelle scuole superiori. Il gruppo che vi ha lavorato è composto soprattutto da cinefili, e non tecnici, ed è l’amore per il cinema (soprattutto per il regista Q. Tarantino, come per molti dei ragazzi in concorso) ad aver dato loro la voglia di girare. A chiudere la rassegna è Nemici di Giuseppe Pellegrinotti tratto da un racconto di una studentessa dello stesso istituto. Il film è stato girato in maniera del tutto amatoriale con quella che i ragazzi definiscono la “videocamera delle vacanze”, perché secondo loro è la sceneggiatura, il messaggio e quindi la parte più “letteraria” del corto, il vero cuore del progetto. Nel suo piccolo il Concorso Veneto ha quindi dimostrato una buona qualità delle opere e una certa eterogeneità che non può che far ben sperare per il proseguo o, sarebbe meglio dire, l’inizio di questi giovani talenti. Il vincitore del concorso sarà eletto da una giuria composta da studenti di Ca’ Foscari guidati da Carlo Montanaro.

A seguire il workshop Oltre il muro, con la proiezione del corto omonimo scritto e codiretto da Roberto Franzin in collaborazione con Nicola Mattarello alla quale hanno partecipato i giovani dell’Istituto penale minorile di Treviso e studenti di Ca’Foscari. Come ha giustamente sottolineato il diretto artistico del festival, Roberto Silvestri, il binomio arte e carcere ha avuto un esponente illustre salito alla ribalta europea proprio il mese scorso, con la vittoria di Cesare deve morire dei Fratelli Taviani all’ultima Berlinale. Il progetto di Franzin è, in fondo, molto simile negli obiettivi, far “recitare” i detenuti per far trovare loro una sorte di sfogo e liberazione dalla loro realtà costrittiva, per far loro recuperare autostime e speranza; tutto il corto è basato su parole e scritti da loro stessi prodotti. Dalle stesse parole di Franzin: “è una cosa diversa rispetto a“Inediti Legami” [il loro corto precedente, ndr] : il primo era video d’arte, teatro-danza; questo è un corto –documentario. […] racconta le loro speranze e tutto quello che succede oltre il muro, cioè fuori dal carcere; anche cercando di parlare con loro di tutto quello che succede all’interno, della loro solitudine e la loro interiorità; […]. In totale sono state raccolte più di 100 testimonianze, e per il testo della sceneggiatura ne sono state scelte 7.” Il workshop ha inoltre rappresentato, nelle stesse parole degli studenti che vi hanno partecipato, un momento importante di confronto sia dal punto di vista umano che artistico nell’entrare per la prima volta in contatto con una realtà così poco conosciuta.

Partito anche il Concorso Internazionale con i primi cinque corti in programma provenienti da altrettante scuole di cinema. Amore necessario di Alessandro Tamburini è un corto documentario sull’amore al tempo della terza età tra una coppia dotata di una vitalità eccezionale. Il loro è letteralmente un amore necessario, senza il quale nessuno dei due riuscirebbe a pensare alla propria vita. Kwaishqaei di Anil Lakhwani dall’India è il racconto di due fratelli particolari legati da un fortissimo affetto: uno è un nano, l’altro è un transgender che aspira al cambio di sesso. Entrambi lavorano in un locale di intrattenimento per adulti dovendo sottostare ai soprusi del loro capo fino a quando non troveranno il loro viatico per la libertà e la speranza. L’israeliano Itamar Moreno con Placebo mette in scena una sconcertante storia autobiografica da dolore e malattia. Un ragazzo, ricoverato nel reparto di oncologia, vede la sua vita scorrere inerte e le pareti attorno a lui sbriciolarsi, ma riesce a rimanere aggrappato alla speranza grazie al sogno luminoso del contatto con un’altra giovane paziente e l’effetto benefico della natura che li circonda. Con Endure, regia di Francesco Chiari, uno dei tanti “emigranti” italiani del festival (il corto arriva infatti dall’Australia), lo spettatore è portato da subito in un ambiente claustrofobico assieme al suo protagonista. In quello che sembra il contesto di un paese in guerra, l’uomo si nasconde da tempo in un rifugio, ma non basta la salvezza fisica per evitargli inquietudini e sensi di colpa, soprattutto quando da fuori arrivano urla strazianti. Il quinto e ultimo corto in concorso della prima giornata è To Mohandas Karamchand Gandhi di Vrinda Kapoor che racconta la storia di un uomo che perse la sua amata durante gli scontri che portarono alla scissione tra India e Pakistan, covando un sempre crescendo desiderio di uccidere Gandhi che lo tormenta fino alla vecchia, portandolo sull’orlo della follia. Un corto che gode di un’accurata ricostruzione storica nonostante il piccolo budget col quale è stato realizzato.

La prima giornata del festival è proseguita poi con uno degli eventi più attesi dell’intera rassegna, ovvero il programma speciale dedicato alla scuola di computer grafica trevigiana BigRock , vero e proprio vivaio italiano dal quale attingono costantemente importanti studi hollywoodiani come Pixar e Dreamworks. I fondatori Guido Polcan e Marco Savini hanno presentato, tra l’entusiasmo dei presenti, un piccolo gioiello realizzato completamente in digitale dai loro studenti, Life. Il corto, stupefacente per la qualità delle animazioni (protagonisti sono dei robot che “prendono vita”), ha emozionato riuscendo a condensare in pochissimo tempo tematiche universali. Non meno interessante è stata la presentazione del backstage sulla realizzazione del cortometraggio che ha messo in luce i moltissimi aspetti di cui un team di grafici (e non solo) deve tener conto.

La conclusione della giornata è stata affidata al programma speciale Short Film Festival Meets Altermed a cura di Gabrielle Gamberini e Ida Zilio-Grandi. L’associazione AlterMED si è occupata dal 2007 di dare visibilità e unire in maniera transculturale le varie identità del bacino mediterraneo in un festival con sede ad Avignone. Ca’ Foscari Short gli ha reso omaggio proiettando cinque delle opere da essa raccolte di genere vario, dalle tematiche molto differenti e di provenienza eterogenea. Da When I Stretch Forth Mine Hand di Oscar Robert Hamilton, una coproduzione tra Egitto e Palestina, al francese Clichés di Nadine Naous, un corto senza dialoghi che tratta le tradizioni e la condizione della donna con un ribaltamento finale della prospettiva davvero spiazzante. P’tite pièce di Loic Nicoloff è una divertente fantasia che pone di fronte un clochard e un uomo benestante. Arafat & I di Mahdi Fleifel tratta il difficile tema dell’identità palestinese da una prospettiva comica, con un protagonista ossessionato dalla figura di Arafat che per questo perde la ragazza che voleva conquistare. Anche Condamnations di Walid Mattar ha tinte da commedia pur trattando il serissimo tema del fondamentalismo religioso.

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Di seguito il programma di domani giovedì 29 marzo:

ore 14.00 – Concorso Internazionale (Falling Awake, No estan juntos, Pavels letzter schuss, De la mutabilité de toute chose)

ore 16.00 – 2008: La “Lunga marcia” dei marchi cinesi

ore 17.00 – Programma speciale Jury Members as Filmmakers

ore 18.00 – Concorso Internazionale (First breath after coma, Was uns zusteht, Susya, Sanzaru, Le jour où le fils de Rainer s’est noyé)

ore 20.00 – Agli albori dell’animazione italiana

ore 21.00 – Omaggio a Francesco Pasinetti

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Organizzazione
Prof.ssa Maria Roberta Novielli
Dorsoduro 3484/D
30123 Venezia
Telefono: 041 234 6254
Email: cafoscaricinema@unive.it

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Venice, 28th March 2012. Coming along with a finally spring climate in the beautiful frame of Saint Marguerite Auditorium, the second edition of the Ca’ Foscari Short Film Festival has started today, the first European festival completely thought organized and leaded by an University, the Ca’ Foscari University in Venice. More than one hundred students took part to the creation of this sort of worldwide championship of students’ cinema, a patch of future imagination, in order to understand how cinema is changing. This festival is an international competition of short films directed by students attending the university of cinema or of communication science and by students coming from relevant schools of cinema such as the French Le Fresnoy, the Indian Satyajit Ray Film Institute and the German Hochschule fur Fernsehen und film Munchen. They will be judged by an international jury composed by Pappi Corsicato, Irene Bignardi and Rachid Mohamed Benhadj. Roberta Novielli, general coordinator and delegated by the rector himself to coordinate the cinematography activity of Ca’ Foscari, attended the opening ceremony together with the artistic director Roberto Silvestri and the rector of Ca’ Foscari University Carlo Carraro, which started saying: “What we started last year in a experimental way is going on in time, a Festival organized by students (of Ca’ Foscari) for all students (attending schools of cinema all over the world).” In the introductory speech, he also proudly stated that Ca’ Foscari University aims to establish itself as one of the most cultural institution in Venice, in order to give to its students the opportunity to find a job within the cultural area to work to the city’s benefit. In his words, the Festival is a witness of the many artistic expressions that have to find a way to grow into the University that should continue developing its cultural production. This is the same aim of the Literature Festival that will take place at the end of April, and of the contamination among the many medias such as the main characters of the Festival, the music of Elettrofoscari and the photography of Erwitt and Pasinetti. The speech of Roberta Novielli remembered the importance of students during the organization and the leading of the Festival, with a special thank to the rector, who believed in Cinema as part of the trading of young people. She underlined the experimental character of many of the activities of the Festival: first above all VideoTraces-Viral Competition, the “viral” workshop coordinated by Valentina Re, and the competition for young screenwriters that joins the two programs already dedicated to the Veneto high schools. The first is the workshop coordinated with the juvenile penal institute in Treviso and the second is still in progress and it is an animation: the form of the short film leads itself to any sort of experimentation. To conclude, Roberto Silvestri made a concerned appeal about the preservation of beauties and talents of the country: “In Italy schools of cinema are growing and regions decide to destine always more money to cinema. But we are still victims of a paradox: in a country with a huge heritage like ours, with whom we could live if we knew how to preserve it, there is a constant attack to beauty, which includes the no-creating of an optimal situation for students and the no-investment on the valorisation of talents”. The proof of this, he continues, is the fact that we have only two films coming from Italian schools and the double from Italian directors who live abroad. At the end of his speech, he remembered how Oscars of this year pay homage to the cinema of the Lumière brothers and the one of Meliès, to the cinema before 1907, to be more precise, to the short… cinema.

The Festival got to the heart with the first competition in program, the one dedicated to the high schools in Veneto, in which four short films coming from four different schools of the region had been selected. Among these, there is the winner of last year, Marco Augelli, with his “Dreaming School”, a short film dedicated to technology, to the chances it gives, improving the life style (and teaching quality), as well as being a sincere tribute to Federico Faggin, the inventor of the first microchip and former student of this own school. “Italy 150″, directed by the IV AIAG class of graphic arts, is on the contrary a collective work born as an experiment to practise the graphic knowledge learnt at school, under the direction of Professor Rita Mugiardi. It consists on a funny animation of the duration of a minute about the “Italian Circus”. Gianmarco Fabris is the author of “A Comprehensive Retrospective”, a short born from the idea of unifying tree themes: the racism, the bullying and the theme of drug, tree problematic very present in the day-life of high schools. The group that directed this work is mainly composed by filmgoer, and not professionals, love for cinema (especially for the director Q. Tarantino as for many student attending the competition) gave them the will to direct. To conclude the competition, there is “Enemies” by Giuseppe Pellegrinotti, which is based on a tale written by a student of the same school. The film is an home movie, shot with what they called the “video camera of holidays”, because according to them is the screenplay, the massage and so the more “literary” part of the short the heart of the project. In its own small way the Veneto Competition showed a good quality of works and a certain heterogeneity that makes hope for the prosequi, or better, the beginning of these young talents. The winner of the competition will be selected by a jury composed by Ca’ Foscari students leaded by Carlo Montanaro.

After this first part, there was the workshop called “Beyond the wall”, with the projection of the homonymous short written and codirected by Roberto Franzin, in collaboration with Nicola Mattarello. The young people of the juvenile penal institute in Treviso attended the workshop together with Ca’ Foscari students. As rightly underlined by the stage-manager of the festival, Roberto Silvestri, the couple art and prison had a distinguished representative who came into the European limelight last month  with the prize-giving at the last Berlinale of Cesare deve morire (Caesar has to die), made by the Taviani Brothers. Eventually, Franzin’s project is very similar to that in his objectives: let the convicts act so they can find an outlet and a sort of riddance from their constricting reality and let them recover their self-esteem and hope. The whole short film is based on words and pieces of writing that they produced on their own. As Franzin says: “this short film is different from Inediti Legami [their previous short film, nda]: the first one was an artistic video and dance-theatre, while this is a short-documentary […]. It tells us about their experiences and everything which happens beyond the wall, which means out of the prison, also talking with them about everything which happens inside the prison, about their solitude and their inner feelings. More than 100 testimonies were collected and for the screenplay 7 of them were selected”. Moreover, the workshop represented, as the students who were involved in its production said, a significant opportunity of comparison with the convicts both from a human and an artistic point of view because they got in touch with an unknown reality.

It also started the International Competition with the first five short films in program, coming from five international schools. Amore Necessario (Necessary Love) by Alessandro Tamburini is a short documentary on love lived by two old people who are very lively. Their love is literally necessary, as none of them could think about living without. Kwaishqaei by Anil Lakhwani from India is the tale of two special brothers who really love themselves: one brother is a dwarf, while the other is a transgender who aspires to a sex change. They both work at a nightclub enduring the abuse of power of their boss until when they find their viaticum for freedom and hope. The Israeli Itamar Moreno in Placebo, puts up a bewildering autobiographical story on pain and illness. A boy in-patient in the oncologic ward of the hospital, sees his life flowing quiescent and the walls next to him crumbling away. However, he manages to clutch at hope thanks to the bright dream of getting in touch with a young girl patient and to the benefic effect of the surrounding nature. In Endure by Francesco Chiari , one of the Italian emigrants who took part in the Festival (this short film was produced in Australia), the audience is promptly led to a claustrophobic atmosphere together with the protagonist.  In the probable context of a country at war, the protagonist is hiding in a refuge since a long time. However, the fact of being alive isn’t enough to make him avoid uneasiness and the feeling of guilt, especially when he hears heartbreaking screams coming from outside. The fifth short film To Mohandas Karamchand Gandhi by Vrinda Kapoor narrates about the story of a man who lost his beloved during the encounters which led to the division between India and Pakistan, and who harbors the growing desire of killing Gandhi until he becomes old, taking him to the verge of madness. This is a short film which is historically accurate despite the low budget.

The first day continued with one of the most awaited events of the festival, that is, the special program of the computer-graphics school of Treviso BigRock, which is an out-and-out Italian nursery for prestigious Hollywood studios as Pixar and Dreamworks. Its founders Marco Polcan e Marco Savini presented, among the audience’s enthusiasm, a little treat entirely produced in digital format by their students, Life. This short film, which has astonishing animations (its protagonists are robots which come to life), has touched the audience by concentrating in a short time some universal subjects. It was also interesting the presentation of the backstage of the short film, which showed the several aspects the graphics team (and not only it) has to take into account.

The day of the festival finally concluded with the special program Short Film Festival Meets Altermed followed by Gabrielle Gamberini and Ida Zilio-Grandi. AlterMED is an organization which made visible and united transculturally the various identities of the Mediterranean area in a festival in Avignone since 2007. Ca’Foscari paid homage to them by screening five of their works which treated very different subjects and have a heterogeneous provenance. These works were: When I Stretch Forth Mine Hand by Oscar Robert Hamilton, a co-production between Egypt and Palestine; the French Clichés by Nadine Naous, a short film without dialogues which treats about traditions and the condition of the woman with an upsetting overturning at the end; P’tite pièce by Loic Nicoloff which reports a funny fantasy which confronts a clochard and a well-off man; Arafat & I by Mahdi Fleifel which deals with the difficult situation of Palestinian identity from a comic point of view, with a protagonist obsessed with Arafat and who loses the girl he loves for that; Condemnations by Walid Mattar which also treats the serious subject of religious fundamentalism from a comic point of view.

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Organizzazione

Prof.ssa
Maria Roberta Novielli

Dorsoduro 3484/D – 30123 Venezia

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Ufficio Stampa

Studio Morabito

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con la collaborazione di: Eugenio De Angelis e Gruppo Ufficio Stampa Ca’ Foscari Short Film Festival

 

Translation by: Giada Gambato, Veronica Forin

 

 

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