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Intervista a Bruno Polonso

Ronde, Bruno Polonso, Portugal

 

Perché hai scelto di diventare un regista? C’è stato un evento della tua vita che ti ha portato a questa scelta?

Da giovani, quando siamo adolescenti, cominciano a trovare delle cose della vita che ci rendono felici, ci motivano e ci ispirano. Per me tutte quelle cose erano il Cinema. Ricordo distintamente il momento in cui ho deciso: “Questo è quello che voglio fare”. A 14 anni ho cominciato a interessarmi davvero dei film che vedevo con le videocassette dei miei genitori, e ne ero così attratto che ho cominciato a esplorare maggiormente il cinema. Generi differenti in differenti momenti della storia, dai primi anni Venti al cinema contemporaneo. Questi film rappresentavano la mia personale fuga spirituale dalla vita quotidiana. Per me il cinema era esattamente quello: un cancello per allontanarmi dalla vita ordinaria, una storia ben narrata e a volte l’assoluta decostruzione della realtà stessa. Diventare un regista/scrittore è stata la decisione più facile che abbia mai preso. La creazione di un qualcosa da un accenno ha il potere di condurre un messaggio e ti segue per tutto il tempo. Ed è il momento specifico in cui ho visto Andrei Rublev di Andrej Tarkovskij.

 

Se avessi la possibilità di scritturare un attore famoso (tra quelli ancora vivi o meno) per uno dei tuoi corti futuri, chi sceglieresti?

Toshiro Mifune, John Wayne, Vincent Price, Alain Delon, Elizabeth Taylor, Natalie Wood, Kirk Douglas,Humphrey Bogart, Anthony Quinn, James Stewart, Cary Grant, Pedro Hestnes, Montgomery Cliff, Kurt Russel, Dustin Hoffman, Max Von Sydow, la lista è infinita.

 

Tu sei anche scrittore. Cosa ti ispira?

Come scrittore la mia principale influenza deriva dalla vita in sé in tutti i suoi aspetti, le cose strane e quelle impossibili. La mia testa e la mia mano hanno bisogno di creare o di interpretare quei momenti di vita. Oltre questo, un gruppo di autori ha esercitato su di me e sui miei scritti una grande influenza, tra cui Ernest Hemingway, H.P.Lovecraft, Jack Kerouac, Arthur C Clarke, Milan Kundera, Yukio Mishima, José Saramago, Franz Kafka, Tennesse Williams…

 

Intervista di Elisaveta Lica

Dan

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