Notizie dal Festival


Intervista a Mark Gerstorfer

Erlösung, Mark Gerstorfer, Austria

 

Nel film la videocamera è un oggetto onnipresente. Qual è il suo ruolo e la sua importanza? Quale messaggio si cela dietro di essa?

Ho guardato molti video su internet in cui la gente si suicidava. La maggior parte di essi erano di cattiva qualità e non erano ben filmati, ma erano ben inscenati. Era difficile capire se i video fossero uno scherzo o la realtà. Mi è piaciuta l’idea di fare un film che fosse un diario commemorativo con un brutto finale. Credo che il concetto per il quale sembra che il film venga girato dai personaggi principali sia più ipnotico, senza filtri e d’impatto rispetto a un film girato in maniera convenzionale. Un altro fatto è che ogni personaggio lascia la scena nel film. Dapprima Clemens, in quanto interrompe l’amicizia con Andreas. Poi Andreas e infine Dina, e così l’unico supersite e spettatore rimasto è la videocamera e il pubblico che sta guardando il film.

 

Perchè ha scelto il titolo Erlösung, Liberazione?

È la liberazione dell’anima dal peccato, ma nella religione cattolica il suicidio è al tempo stesso peccato. E dopo il suicidio non ci si può confessare. Mi è piaciuto questo tipo di contraddizione. Penso che l’idea del suicidio sia un pensiero che ha ogni essere umano durante la sua vita. Da una parte l’idea di prendere in mano il proprio destino, dall’altra l’idea romantica di quale potrebbe essere l’effetto della propria morte. Questi pensieri sono lontani dal dolore e dalla morte e forniscono alle persone delle oscure e romantiche fantasie su di essa. E credo che questo sia ciò di cui parla Liberazione, una romantica idea del morire.

 

Come è stato influenzato dall’ambiente in cui ha compiuto i suoi studi?

Credo che mi abbia reso più sicuro di me stesso nell’esprimere cosa voglio comunicare e ho conosciuto molte persone interessanti e che lavorano duramente. Le strutture sono ottime e abbiamo delle classi molto piccole a Vienna, tutti conoscono tutti.

Intervista di Lavinia Arrabito

Dan

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