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Intervista a Nadav Mishali

Eishech, Teshukatech, Nadav Mishali, Israel

 

Come ha definito il ruolo del personaggio femminile?

Michal è una giovane donna religiosa sposata con Meir, uno studente yeshiva. Nota che suo marito si sta allontanando da lei, non vuole avere rapporti con lei. La sua particolarità consiste nell’essere fedele ai comandamenti della fede ebraica, sperando che possano risolvere il problema. Quando scopre che suo marito ha una relazione con un uomo, il mondo le crolla addosso, quindi è costretta ad affrontare il rifiuto sessuale di Meir e, allo stesso tempo, la reazione della società, per cui una donna è tenuta a seguire ciò che desidera il marito. Michal è una persona introversa che va perdendo la propria immagine femminea e bruciando i propri desideri. Nel mio film ho deciso di raccontare la storia dalla prospettiva della moglie, perché sapevo che quanto accade a una donna in questa situazione non viene espresso abbastanza. Il più delle volte ci si focalizza sull’uomo, il marito, senza rendersi conto che anche la moglie è una vittima. Lei è “chiusa nel guscio”, e quando scopre la verità su suo marito vi si racchiude ancora di più. Ho sentito il bisogno di raccontare la storia delle mogli che si sacrificano sull’altare del matrimonio perfetto, per poi dover convivere con il fatto che sono destinate a un’enorme bugia e che la loro condizione è taciuta dalla società.

 

Douglas Sirk è il tuo regista “ispiratore”?

Sento una connessione con il mondo visuale che lui ha creato — un mondo perfettamente in linea con quello interiore dei suoi personaggi. Il suo uso dei colori saturi, di spazi unici e della musica drammatica come oggetti delle loro emozioni. Il suo universo cinematico è stratificato con un ricco linguaggio filmico, che personalmente mi attrae e mi influenza. C’è anche il famoso regista Rainer Werner Fassbinder, che caratterizzava i suoi film come Sirk. Il suo uso dello spazio come interpretazione dello stato psicologico dei personaggi che subiscono le pressioni della società. Poi Steven Spielberg: io ammiro questo regista, specialmente per il suo desiderio e il suo amore per il cinema. Lui è sempre stato di ispirazione per me, specialmente per il suo coraggio nell’immaginare e rispettare il ccinema come mezzo per raccontare storie con la dignità che meritano.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Attualmente sto lavorando su un lungometraggio, anche questo dalla prospettiva di una moglie che scopre che suo marito la prende in giro con uno strano uomo. Questa volta sarà un melodramma su una donna che non riesce ad avere rapporti intimi con il marito. Il suo mondo è ulteriormente scosso quando lei si innamora di un uomo laico che riempie il vuoto della sua vita.

 

Intervista di Sofia Bobbio

Dan

Chi è Dan

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