Notizie dal Festival


Nella terza giornata di Festival, fuga dalla Siria e altre storie dal Concorso Internazionale

 

NELLA TERZA GIORNATA DEL CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL, FUGA DALLA SIRIA E ALTRE STORIE DAL MONDO NELLE OPERE DEL CONCORSO INTERNAZIONALE

 

E ALTRE VISIONI E SCOPERTE: AUG&OHR: UNA NUOVA OFFICINE EUROPEA PER I CORTI, IL PROGRAMMA SPECIALE DEDICATO ALLA GIURIA INTERNAZIONALE, YVES NETZHAMMER:UN POLIEDRICO ARTISTA ELVETICO, IL VIDEO-CONCORSO SHORT&SOSTENIBILITÀ CHE HA GIA’ ASSEGNATO IL SUO PREMIO, ANYMATION, L’OMAGGIO AD ALAIN RESNAIS CON GUERNICA…

La terza giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival si è aperta con il programma speciale Short Film Festival Meets Aug&Ohr a cura di Eugenio De Angelis. Aug&Ohr Medien è un’agenzia tedesca che si occupa della produzione e della distribuzione di cortometraggi e in generale di opere di giovani registi e studenti di cinema. Il loro portfolio cinematografico è ampio e diversificato; come dimostrato dalla selezione dei dieci corti proposti nel programma da Alter Ego, che mette in scena una danza di due creature simbolo di due opposte personalità; Das Kalte Hertz, cupa fiaba ambientata nella foresta nera che riflette sugli effetti dell’avidità sull’animo umano; o Steffi  Gefällt das, che offre un divertente sguardo sulla generazione dipendente dai social network.

A seguire il Video-Concorso Short&Sostenibilità organizzato dallo Short congiuntamente a Ca’ Foscari Sostenibile e dedicato a cortometraggi realizzati dagli under 35 sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale. I tre video finalisti e il vincitore sono stati selezionati da una giuria composta di studenti, diretta dall’esperto di cinema Carlo Montanaro e coadiuvata dai tre docenti di Ca’ Foscari Luigi Perissinotto, Chiara Mio e Carlo Brabante. I tre video finalisti sono stati: Noi Sì di Giovanni Cadorin, Global Warning di Nadia Morghen e Donna Gnora in barca a remi di Ludovica Mantovan. A ricevere la targa del Video-concorso e il premio consistente in un iPad mini è stata Ludovica Mantovan con la seguente motivazione: “Donna Gnora in barca a remi’ si distingue per un certo ritmo nelle scene, per la qualità del video, e per riuscire a comunicare efficacemente, senza risultare noioso nella narrazione, un modello di commercio sostenibile legato al territorio. Inoltre non si ritiene che la forma promozionale dell’opera sia troppo invasiva ai fini del concorso, né che distorca l’efficacia comunicativa del video.”

E’ stato poi il momento del secondo appuntamento con il workshop Anymation, nel quale il curatore Davide Giurlando si è concentrato sulla stop motion e sulla puppet amimation, presentando capolavori degli ultimi trent’anni accanto a opere di animazione sperimentale.

A seguire nuovi lavori dal Concorso Internazionale, a partire da Bahar im Wunderland dell’iraniano Behrooz Karamizade, un corto dal sapore autobiografico che racconta la fuga dalla Siria alla Germania di un padre e di una figlia attraverso lo sguardo vergine della bambina. In Proyojon, opera indiana di Debdatta Sengupta, la protagonista è una giovane molto timida, alle prese con il lavoro di sondaggista, che si ritrova a perdere i fogli con gli appunti delle interviste svolte. Gli immacolati del francese Ronny Trocker è interamente ambientato in Italia e racconta la vicenda di una ragazza che denuncia una violenza a opera di rumeni, scatenando l’ira del vicinato contro gli aggressori stranieri. Amel, di More Raça dal Kosovo, è la storia di una donna che, dedicandosi a fare provini per diventare attrice, insegue il sogno di un futuro migliore in un paese che sembra non averne. Arriva invece dalla Spagna Irrompibles di Luis Grajera, che narra dell’inossidabile amicizia tra Miguel e Jaimie, due uomini ormai anziani, uniti da un legame tanto forte che Miguel va a trovare tutti giorni Jaimie, malato di Alzheimer, alla casa di riposo. Per finire Evergreen, dell’italiana Ilaria Bendazzi, fiaba moderna ambientata in una biblioteca magica.

Poi, il prestigioso appuntamento con il Programma speciale della giuria, composta da Luca Miniero, Kumar Shahani e Keiko Kusakabe.  Il regista napoletano Luca Miniero apprezzato negli ultimi anni per i numerosi successi (da Questa notte è ancora nostra a Benvenuti al Sud, fino al più recente Un boss in salotto), ha presentato l’emozionante e ironico corto Il sogno di Armando che vede protagonista il piccolo Armando, un bambino sognatore cresciuto tra i campi di grano che sogna il mare senza averlo mai visto. Per questo realizza una “barca” che salpa sul “mare” di spighe mosse dal vento. ll cineasta indiano Kumar Shahani, tra i nomi più prestigiosi del Nuovo Cinema indiano ha presentato invece il suo documentario più recente, prodotto dalla Pundole Art Gallery di Mumbai: As the Crow Flies, viaggio attraverso la vita e l’opera del famoso artista indiano Akbar Padamsee, con il quale Shahani condivide la filosofia e la meditazione sul mondo e sull’arte. Infine la produttrice e distributrice giapponese di fama internazionale Keiko Kusakabe (fra l’altro distributrice in Giappone delle opere di Nanni Moretti e giurata della sezione Orizzonti alla 63° Mostra del Cinema di Venezia) ha presentato in anteprima nazonale Wonder, ultima opera del giovane artista giapponese Mirai Mizue, specialista nella sperimentazione sull’animazione astratta.

Uno degli appuntamenti più attesi è stato quello con il programma speciale Il mondo di Yves Netzhammer curato da Massimiliano Maltoni e Jacqueline Wolf, in collaborazione con il Consolato Svizzero di Venezia, che hanno presentato il lavoro del poliedrico artista elvetico attraverso due sue opere, Addresses of Impossible Places e Peripheries of  Bodies. Il celebre artista (che ha esposto, tra l’altro, anche alla Biennale di Venezia sia d’arte sia di cinema) affronta in quasi tutti i suoi lavori le tematiche della mortalità umana e della separazione del dolore corporeo da quello spirituale. Le sue video-proiezioni, in una ricercata mescolanza di generi artistici, s’incorporano a installazioni dove l’osservatore è chiamato a interagire anche fisicamente, ponendosi allo stesso tempo fuori e dentro l’opera.

A chiusura della serata, l’omaggio ad Alain Resnais, all’indomani della scomparsa del grande regista avvenuta all’età di 92 anni lo scorso 1° marzo a Parigi, con la proiezione Guernica, uno dei suoi documentari d’arte più celebri e, nel caos contemporaneo, rappresentativo proprio nella rigorosa indagine filmata della tela di Picasso, quale monito a non ripetere più errori costati la vita a migliaia di esseri umani.

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