Notizie dal Festival


Oggi al Ca’ Foscari Short, la Giornata Mondiale dell’Acqua

TRA GLI ALTRI PROGRAMMI SPECIALI: IL LATO CINEMATOGRAFICO DEL VIDEOCLIP MUSICALE E IL RUOLO DEL  CENTRO CULTURALE CANDIANI, LA SELEZIONE DI CORTI PROVENIENTI DAL VIDEOCONCORSO “FRANCESCO PASINETTI”, L’INCONTRO CON LA GIURIA INTERNAZIONALE E QUELLO CON LA  KOREAN ACADEMY OF FILM ARTS (KAFA), L’ACCADEMIA D’ARTE CINEMATOGRAFICA PIÙ IMPORTANTE DELLA COREA.

 

La giornata di venerdì della terza edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, si è aperta con il terzo e ultimo workshop in programma, Clip in progress, realizzato in collaborazione con il Centro Culturale Candiani di Mestre, e curato da Luca Bottone. Ennesima testimonianza dell’attenzione che il Festival riserva alle forme cinematografiche brevi ancora poco esplorate, come la pubblicità con lo speciale su Cannes Lions o il workshop sull’importanza della musica nello sviluppo del cinema sperimentale e d’animazione, di cui il festival s’è occupato ieri.

Clip in progress è un programma dedicato invece al lato cinematografico del videoclip musicale, forma espressiva che proprio dal cinema ha ereditato tecniche, formule e linguaggi e nel quale ha trovato e trova, in particolar modo nella forma affine del cortometraggio, un motivo fondamentale di reinvenzione non soltanto stilistica. Durante il workshop sono stati proposti esempi paradigmatici d’ibridazione cine/videomusicale e una selezione di videoclip presentati al Mestre Film Festival, concorso internazionale organizzato dal Centro Culturale Candiani. Racconta Bottone che sull’argomento del videoclip la bibliografia è molto limitata, ma che si tratta di un argomento vasto e interessante. Fortunatamente, istituzioni come il Centro Culturale Candiani sono il prima linea per la conservazione e la diffusione di tali opere, sia attraverso il progetto Arca del Videoclip, sia attraverso il Mestre Film Fest. Il futuro del videoclip resta però incerto: l’importanza sempre maggiore dell’aspetto recitativo è un trend ormai sempre più diffuso e che avvicina ancora di più videoclip e cinema, ma opere che privilegiano tale aspetto spesso sono escluse dalla rotazione sulle maggiori emittenti musicali o vengono presentate in versione tagliata.

Anche quest’anno il Ca’ Foscari Short Film Festival si avvale della collaborazione del VideoConcorso “Francesco Pasinetti”, ma questa volta lo fa per festeggiare la famosa rassegna veneziana in occasione della decima edizione del premio e, “interessante coincidenza”, del centenario della nascita di Pier Maria Pasinetti, giornalista e fratello di Francesco, nonché figura determinante per la nascita del concorso. Il VideoConcorso, che quest’anno avrà luogo a fine maggio, nel corso delle sue dieci edizioni ha contribuito notevolmente allo sviluppo della creatività attraverso l’utilizzo di linguaggi sperimentali e la coniugazione di mezzi diversi (cinema, teatro, televisione), pur mantenendo sempre un forte legame con il territorio e con la città di Venezia in particolare, dove cultura, arte, storia e memoria si fondono in maniera unica. Per questa celebrazione sono stati proiettati cinque dei cortometraggi più rappresentativi passati sugli schermi del VideoConcorso e che comprendono lavori provenienti da Italia, Spagna e Palestina. Si tratta di The man who couldn’t sleep dello Spiocchio team (V. Puppin, E. Mazzon, N. Benella, Davide Esposito Albini, N. Coin, E. Coral); Fabrica de munecas di Ainhoa Mennénde; Caduta nella ragione di Riccardo Bianco; Darb Juliano – Juliano’s way di Suhell Nafar, Mahmood Jrere, Tamer Nafar (DAM, la più conosciuta band hip hop palestinese), e Paper Memories di Theo Putzu.

Il Ca’ Foscari Short Film Festival ha presentato poi un programma speciale interamente dedicato all’acqua in tutte le sue declinazioni: oggi, 22 marzo, è infatti la Giornata mondiale dell’acqua e il Festival non poteva che omaggiare questo vitale elemento con cinque cortometraggi interamente a tema “acquatico”, ma di grande varietà, che passano agilmente dall’animazione di Abuela Grillo alla divertita critica di The Wash, dalla testimonianza diretta di Blue Sky Inc., alla video-arte di Cynematic Music e le sperimentazioni di Waterdrops on vibrations. Il programma Riflettere la vita: acqua e schermo è stato presentato da Laura Marcellino e ha come scopo quello di attirare l’attenzione del pubblico su quanto l’acqua sia vitale e allo stesso tempo ingiustamente sottovalutata dalla società: una fonte di vita che non solo ci compone in quanto esseri viventi, ma che ci sostiene e circonda quotidianamente, soprattutto in una città come Venezia.

Si è poi svolto l’attesissimo incontro con i tre membri della giuria del Concorso internazionale di quest’anno: il poeta Ko Un, l’attore Giulio Scarpati e la giornalista Piera Detassis che hanno dato vita a un vivace e interessante dibattito con il pubblico. Piera Detassis ha messo a disposizione tutta la sua conoscenza in campo cinematografico ed editoriale, raccontando la sua splendida avventura come direttrice del mensile di cinema Ciak e l’esperienza come direttrice artistica del Festival di Roma, regalando al pubblico alcune testimonianze preziose del vivere il cinema dall’interno. Il poeta Ko Un ha risposto con piacere alle tante domande sulla sua tribolata vita e sulla sua straordinaria opera, dimostrando anche una conoscenza della poesia e letteratura italiana che ha sorpreso più d’uno spettatore. Le sue esperienza vissute in prima persona dei fatti di maggiore rilevanza della storia coreana degli ultimi cinquant’anni, hanno provvisto gli spettatori di un punto di vista privilegiato sulla storia di un Paese in grande ascesa, ma di cui si parla ancora poco in Italia. L’incontro si è concluso con la proiezione di Ciao Amore, cortometraggio del 1993 di Luca D’Ascanio. Nel corto Giulio Scarpati interpreta un uomo visibilmente provato, alle prese con la meticolosa pulizia del suo appartamento, nascondendo inquietanti tracce che emergono a poco a poco e che lasciano presagire l’assassinio della moglie. La sua interpretazione, fatta di gesti nervosi e angoscianti silenzi, gli è valsa il premio Sulmona come miglior attore.

Questa terza giornata si è poi conclusa con uno speciale dedicato alla Korean Academy of Film Arts (KAFA), l’accademia d’arte cinematografica più importante della Corea, presentata al pubblico del Ca’ Foscari Short Film Festival direttamente dal suo direttore Equan Choe. Questa famosa scuola, istituita nel 1984, riveste un ruolo rilevante non solo a livello nazionale, dato che è riuscita a risollevare l’attività cinematografica del Paese, ma anche a livello internazionale. Potendo vantare corsi di regia cinematografica, fotografia, produzione e regia di animazione, la scuola ha preparato in questi anni più di 500 diplomati, tra cui nomi eccellenti come Bong Joon-ho. Il direttore ha spiegato come il KAFA cerchi di promuovere l’individualità dei singoli registi, chiedendo loro di realizzare lavori che siano in qualche modo unici. La scuola è in continua evoluzione e la sua offerta è sempre all’avanguardia, come è emerso dai lavori che sono stati presentati durante lo speciale di oggi, due dei quali prodotti da studenti appena diplomatisi. Il criterio di selezione, dice il direttore, è stato quello di cercare di mostrare l’ambiente e la società coreana nelle sue molte sfaccettature e in maniera non omologata; un compito sicuramente portato a termine dai quattro lavori proiettati: Forest, Shadow monster, Keep quiet e A couple’s room.

Equan Choe ha infine espresso il suo apprezzamento per Venezia, luogo ideale per un film, e per il festival, incoraggiando lo Short a cercare sempre di mantenere la sua unicità all’interno dell’affollato panorama dei festival.

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