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Notizie dal Festival


  • 17 marzo 2017

Short meets Waseda students: “Siamo quattro registe donne a dimostrazione che anche le donne hanno talento e possono realizzare un film”

Nella prima giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival è stato presentato uno dei programmi speciali più attesi dal pubblico: lo Short Film Fest Meets Waseda Students a cura di Tsuchida Tamaki e Morita Narimasa. Grazie alla collaborazione della Venice International University (VIU), il Ca’Foscari Short Film Festival è stato una vetrina non solo per i quattro corti realizzati dalle giovani studentesse dell’Università Waseda, ma anche per far conoscere al pubblico una delle più note università giapponesi. Tra i 500 membri dell’Albo dei Registi del Giappone, infatti, circa un terzo provengono dalla Waseda, così come molti sceneggiatori si sono formati presso questa università, come Takahashi Hiroshi, che terrà una masterclass al festival.
I quattro corti presentati sono stati realizzati durante il corso di un workshop organizzato da Koreeda Hirokazu e Morita Narimasa, riguardo al quale Miyazaki Aya e Hoshiai Mio, parlando dell’esperienza del workshop, hanno affermato: “Non abbiamo solamente imparato a scrivere una sceneggiatura, ma anche a comprendere maggiormente i legami che intercorrono fra i vari personaggi e abbiamo anche compreso i vari processi che esistono dietro la realizzazione di un film e di come questo cambi durante le riprese”.
Starry Night di Hoshiai Mio, racconta di come un bambino e un monaco si occupino di trasformare le anime dei defunti in stelle. Tuttavia, le luci artificiali della vicina città, sempre più potenti, stanno rendendo la luce delle stelle sempre più debole.
Every Night di Miyazaki Aya affronta invece il tema della violenza domestica, vissuta solitamente in una silenziosa rassegnazione, finché la protagonista, Miko, una notte non ha il coraggio di uscire di casa, incontrando un uomo che sembrerà offrirle una vita diversa da quella a cui è abituata.
Il corto di Hashimoto Mami, The Night of Baku, tratta l’incontro, avvenuto durante la notte di Capodanno, fra il protagonista – uno svogliato studente di ingegneria – e un baku, un mostro della mitologia cinese che divora gli incubi, il quale ha assunto le sembianze di una ragazza. Come ha dichiarato l’autrice: “L’idea di affrontare questo tema nasce dalla volontà di rappresentare il mondo dei sogni da una nuova prospettiva, ovvero attraverso il legame che si instaura fra un padrone e una ragazza”. Infine, The Last Dream, diretto e interpretato da Nakai Noemie e Kobayashi Carmen, secondo quest’ultima “può essere interpretato come una metafora della difficile situazione odierna in Giappone, in cui diventa sempre più complicato conciliare essere sognatore e artista”. Il corto è infatti ambientato in un prossimo futuro in cui gli esseri umani hanno perso la capacità di sognare. I protagonisti di questo corto lavorano per una ditta alla quale forniscono i loro sogni come merce da rivedere alla clientela. Tuttavia, per alcuni degli impiegati sognare qualcosa che soddisfi le condizioni dell’azienda sta divenendo sempre più difficile.

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