Notizie dal Festival


WORKSHOP: VISIONI AMERICANE

 

Tra i tre workshop della terza edizione Ca’ Foscari Short Film Festival, uno sarò condotto
dal critico cinematografico Oscar Iarussi che introdurrà il pubblico al cinema americano,
presentando il suo ultimo libro Visioni americane. Il cinema «on the road» da John Ford a Spike
Lee.

Il workshop presenterà un’ampia panoramica sul cinema a stelle e strisce, dai classici di Chaplin,
passando per il western mitico di Ford e la “gioventù ribelle” della Nuova Hollywood, fino
ai contemporanei Eastwood, Jarmusch, Coen, senza dimenticare figure come Paul Thomas
Anderson, Michael Mann e Spike Lee. In quest’affascinante viaggio, l’autore interpreta il cinema
come “luogo” di riscatto dai periodi di crisi, seguendo le tracce di un’altra America, quella
post-11 settembre, che mira a raggiungere una nuova frontiera, lasciandosi alle spalle la crisi
economica e sociale. La lecture sarà accompagnata da una selezione di video che aiuterà a
comprendere meglio alcuni passaggi fondamentali di quasi un secolo di cinema d’oltreoceano.

Critico, saggista e giornalista, Oscar Iarussi ha ricoperto importanti ruoli istituzionali tra i
quali si ricordano la partecipazione come membro della Commissione per la cinematografia del
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la pluriennale esperienza come consulente della
Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. E’ stato inoltre elemento fondamentale per la
genesi e il destino dell’Apulia Film Commission, della quale è stato presidente dal 2007 al 2011.
L’ente regionale si è fatto promotore di un dialogo tra un territorio culturalmente ricco e le
produzioni audiovisive, attrezzando la regione di strutture e professionalità legate alla filiera del
cinema.
Docente di cinema americano presso l’Ateneo di Bari e direttore delle pagine di cultura e
spettacolo de La Gazzetta del Mezzogiorno, di grande importanza è anche la sua attività di
saggista, con testi di ampio respiro (non solamente cinematografico). Tra le sue opere più
importanti si ricordano: Ciak si Puglia (Laterza, 1989), Lettera Aperta. Sud Nord e altre storie
(Manni, 2003), Viva l’Italia. Undici racconti per un paese da non dividere (Fandango Libri, 2004).
Nel 2009 pubblica poi per l’Ente dello Spettacolo di Roma L’infanzia e il sogno. Il cinema di
Fellini, un’appassionata monografia sul regista romagnolo, cui di recente ha fatto seguito C’era
una volta il futuro. L’Italia della dolce vita (il Mulino, 2012), nella quale presenta al lettore una
realtà contemporanea “grottescamente più felliniana che in Fellini”.

We have the United States of America which burst into the Twentieth-one Century fully aware of their own vulnerability, and  Europe, which ever since the end of World War II has always turned to America in the hope to find a guide, a light, a chance to start again even when living through the most difficult moments. In the imagery and from a linguistic point of view ‘America’ and ‘USA’ have come to be seen as a whole, ; however, the country has long since lost the allure which  had been attributed by its lovers and opposers.

On the other hand, Hollywood has always indicated a way out, reformulating themes and technologies, anticipating new ways of life and favouring original habits or joining the embrional mutation in marketing logic. These are the American visions, which have grown weaker, yes, (…) A business which has never stopped and keeps updated thanks to its “on air” approach over the wars in progress, more careful and able to produce amazing tv series on terrorism, conspiracies and post-September 11 shadows (for example 24 with Kiefer Sutherlad).

On the other hand, the sagacious and independent cinema did not limit itself to the traditional genres, but has tried to exorcise the crisis of ideas by experimenting narrative hybrids and revisiting the recent and distant past in a way which in  Italy is a sort of  taboo or seen as a sort of caricature affair.

In Eastwood’s movies, the  careful slowness of  the framing and the classic approach to a cinema of ‘special affections’, America once again regains its role of promised land, yet an ‘unkept’ promise. It is the America with its omnipotent frenzy, which coincides with an eternal adolescence and lost innocence, the one narrated by Charlie Chaplin and Easy Rider.

Oscar Iarussi is a journalist, essayist and film critic. Born in Foggia in 1959, he lives and works in Bari.

 

Benedetta

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