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Roberta Torre

Roberta Torre

Membro della giuria 2018

Roberta Torre nasce a Milano dove, dopo studi filosofici, segue contemporaneamente i corsi di Recitazione e Drammaturgia presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Regia e Sceneggiatura presso la Casa del Teatro e del Cinema. Durante il suo percorso di studi conosce registi del calibro di Ermanno Olmi, personalità che lei stessa dichiara essere stata determinante per l’elaborazione di uno stile personale e di un particolare modo di concepire il ruolo del regista, soprattutto per quanto riguarda l’interesse per situazioni reali, “di strada”,  e per la direzione di attori non professionisti.

Nel 1990 da Milano si trasferisce a Palermo e, stregata dalla città, deciderà di rimanervi per circa un decennio. Nei primi anni Novanta, come il suo Maestro, esordisce come regista di documentari e presenta nel 1996 La vita a volo d’angelo al Festival del Cinema di Venezia, ritratto in forma di documentario del cantante partenopeo Nino D’Angelo . Successivamente dirige due musical, entrambi ambientati a Palermo: Tano da morire (1997), dove ironia e musica disegnano un soggetto cupo e difficilmente risibile come la Mafia, e in particolare quella siciliana degli anni 80; segue Sud Side Stori (2000), rivisitazione in chiave musicale di Romeo e Giulietta di Shakespeare,  presentato alla 57ª Mostra del Cinema di Venezia.

Da allora si dedica principalmente ai lungometraggi, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti nei maggiori festival nazionali e internazionali, tra cui ricordiamo quelli di Venezia, Cannes e il Sundance Film Festival. Vince svariati David di Donatello e Nastri d’Argento con i titoli Tano da Morire ( 1998) Angela (2002), Mare Nero (2006) e I baci mai dati (2011).

Cifre stilistiche riscontrabili in molti suoi film sono la tendenza a una forte contaminazione di generi, in primo luogo musica e pittura, resa possibile soprattutto nell’ambito del film musicale. Non meno importante anche la predilezione per situazioni assurde e dettagli grotteschi, spesso inseriti in modo volutamente stridente, in combinazione a uno stile travolgente nei colori, non tanto a sottolineare una spensierata vivacità quanto a segnalare profondi contrasti e contraddizioni.

Negli ultimi anni affianca all’impegno nel cinema anche una ricca attività teatrale.E’ la prima regista  donna ad essere chiamata a  mettere in scena al Teatro Greco di Siracusa uno spettacolo nell’ambito del VLVIII ciclo di rappresentazioni classiche nel 2012,  la commedia di Aristofane “Uccelli” per cui riceve il Premio Ombra di Dioniso. Tra gli altri, è autrice sia del testo sia della regia di Insanamente Riccardo III (2013), in cui reinventa completamente la tragedia Shakesperiana, a tredici anni dalle vicende di Romeo e Giulietta di Sud Side Stori. A partire dallo spettacolo teatrale vede la luce, alcuni anni dopo, una seconda riscrittura della vicenda shakespeariana, questa volta per il cinema, con il film musicale Riccardo va all’Inferno del 2017.

Oltre al teatro e al cinema si dedica anche a installazioni di videoarte , confermando la predilezione per la fusione di più linguaggi artistici e dimostrando ancora una volta una spiccata poliedricità. Numerosi inoltre sono i suoi contatti con gli Stati Uniti, che la portano nel 2013 a stabilirsi come artist in residence presso l’Università Boomington, in Indiana, istituto che nello stesso anno le dedica anche una mostra personale. L’anno seguente viene invitata a tenere il corso post-laurea in regia, drammaturgia e produzione artistica al Mills College di Oakland, in California. Attualmente risiede a Siena.

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