Notizie dal Festival


La seconda giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival 5

SI E’ CONCLUSA LA SECONDA GIORNATA DEL CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL. MOLTI GLI APPUNTAMENTI CHE SI SONO SUSSEGUITI: DAL VIDEOCONCORSO “FRANCESCO PASINETTI”, PER PASSARE POI AL VIDEO-OKE. NEL POMERIGGIO SI E’ PROSEGUITO CON I CORTI DEL CONCORSO INTERNAZIONALE, CON IL PROGRAMMA SPECIALE DEL FILMFESTIVAL “CINEDEAF” DI ROMA, PER ARRIVARE AL SECONDO APPUNTAMENTO DEL WORKSHOP ANYMATION, UN ULTERIORE PROGRAMMA SPECIALE SULLA VIDEOARTE CON “LO SGUARDO SOSPESO”, PER CONCLUDERSI INFINE CON ALTRI SETTE SHORT DEL CONCORSO INTERNAZIONALE.

Seconda giornata al Ca’ Foscari Short Film Festival 5, il primo festival di cinema in Europa interamente ideato, gestito e organizzato da un’università.

il Festival si è aperto alle ore 11:00 con il Videoconcorso Francesco Pasinetti dedicato quest’anno  a mettere in evidenza i problemi della città di Venezia e le possibili soluzioni per il futuro. Oltre ai cinque temi presenti anche l’anno scorso, abbiamo visto anche l’introduzione della nuova sezione “Booktrailer”, consistente nella creazione di un videospot su un libro incentrato sulla città di Venezia e una seconda novità dal tema storico “Venezia 1943-1945: luoghi e spazi della resistenza”. In apertura il professor Giovanni Andrea Martini ha elogiato i partecipanti per la capacità di uscire dagli stereotipi raccontando Venezia come una città “normalissima sebbene unica”.

Alle ore 12 i ragazzi delle scuole superiori si sono divertiti con un originale esperimento dal nome Video-oke, dove le voci degli attori di film famosi sono state sostituite da sottotitoli per essere poi reinterpretate a voce alta dagli stessi ragazzi. Sul palco si sono prestati al gioco anche l’attrice Anamaria Marinca, Davide Giurlando e i giornalisti Giovanna Barreca e Michele Faggi.

Alle ore 14 hanno aperto il programma pomeridiano sei corti del concorso internazionale. Si è iniziato con Ronde del portoghese Bruno Polonio, con protagonista un pugile vittima del giro di scommesse organizzato dalla polizia politica ambientato nei primi anni ’70. A seguire è stato proiettato Ardeidae degli studenti IUAV Daniele Tucci, Chiara Faggionato e Corrado Chiatti, che ci hanno mostrato una Venezia “aliena” attraverso lo sguardo di un gruppo di turisti asiatici accompagnati dalla voce di un’audioguida. Leaving With The Cloud di Hu Yang Yi ha trasmesso invece con toni a volte fortemente drammatici, a volte grotteschi, la difficile situazione economica e le conseguenti disavventure di una famiglia cinese. La famiglia rimane centrale anche con la tedesca Nina Wesemann con il corto dal titolo La Famille, dove sono state mostrate le speranze e i limiti di una variegata famiglia tunisina sullo sfondo della primavera araba. Con l’austriaco Mark Gerstorfer e il suo Erlösung – Salvation, il pubblico è rimasto colpito dalla forza e sincerità di un racconto sul disagio adolescenziale e non solo. Il collettivo americano Echo Park ha portato la poesia sullo schermo con The sound we see: un cortometraggio di 24 minuti corrispondenti alle 24 ore della giornata, che recupera tecniche artigianali di realizzazione dei film e che cerca di presentare la “sinfonia della città” recuperando un genere in voga negli anni ’30.

Dopodiché è stata la volta del Programma Speciale dedicato al Cinedeaf (Festival del cinema sordo di Roma), che ci ha portato a scoprire il poco conosciuto mondo del linguaggio dei segni con la proiezione dei corti di tre registi inglesi Julian Peedle-Caloo, Louis Neethiling e Brian Duffy.

Successivamente c’è stato un secondo appuntamento del Workshop: Anymation curato da Davide Giurlando; dopo essersi dedicato alle tecniche di animazione tradizionali questa volta è stato il turno di quelle cosiddette stop-motion (o animazione “a passo-uno”) che cioè prevedono l’animazione di materiali o bambole. Il tema indagato in questa edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival è quello della fusione tra animazione e realtà filmica.

È stata poi la volta del tradizionale appuntamento con la videoarte con il programma Lo sguardo sospeso e curato da Elisabetta Di Sopra. Si sono presentati esempi delle più attuali tendenze e ricerche in campo artistico con tra gli altri, le provocatorie animazioni di Paolina Paperina, in cui l’artista si prende gioco di se stessa e dei più affermati artisti contemporanei, e il lavoro Person-a del duo Con-tatto (Francesca Leoni e Davide Mastrangelo), in cui viene registrata una performance dei due artisti, che intende cercare un vero contatto tra le persone, per strapparsi le maschere che celano le vere identità.

Con il programma serale si è conclusa anche la seconda giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival. Sono stati proiettati altri sette corti del Concorso Internazionale. Si è cominciato con l’italiano Davide Salucci, che ha scardinato ironicamente gli schemi delle fiabe tradizionali con il suo corto animato Il Principe. Anne Thieme con Otro Dìa Màs ha affrontato dipendenze e bisogni umani mettendo in scena il rapporto tra un uomo in sedia a rotelle e la sua domestica. Rui Neto e Joana Nicolau con Bestas hanno mostrato l’inevitabile triste destino dei più deboli in un mondo dominato dalla forza bruta, in un racconto crudo che non si risolve con la vendetta ma riconferma i ruoli dei personaggi iniziali. È stata poi la volta del corto The Comedian di Iain Bonner, in cui un ragazzo che sogna di diventare comico incontra una ragazza cinese che si rivelerà essere l’unico pubblico di cui ha bisogno. Con Daughters di Ken Ninomiya, il pubblico ha assistito alla storia di un anziano protagonista che lascia la propria casa per andare a trovare le sue figlie in compagnia soltanto di una pianta lasciatagli dalla moglie defunta. In Svetlo črna – Bright Black, di Rene Maurin, il protagonista, un artista costretto dalle difficoltà economiche a vendere la poltrona del nonno, si trova ad affrontare conseguenze tragicomiche che rivoluzionano il suo rapporto con la realtà e il denaro. Il programma e la giornata si sono concluse con Rong’ Kuchak – Echoes  in cui Domininic Sangma ha raccontato il tremendo dilemma vissuto da Ianche, un poeta di lingua Garo, una lingua senza alfabeto e che per essere scritta ha preso “in prestito” quello inglese. Vedendo la sua gente abbandonare la sua lingua e la sua cultura, Ianche si mette in discussione completamente, come uomo e come poeta, come intellettuale. Che cosa resta di un poeta, quando si accorge di non avere più una lingua propria?

Per i materiali stampa (foto, clip, etc…): https://cafoscarishort.unive.it/download/

Direzione artistica e organizzazione
Maria Roberta Novielli
Dorsoduro 3484/D – 30123 Venezia
Telefono:  041 234 6244 ; Email: cafoscarishort@unive.it

Ufficio Stampa
Studio Morabito
Telefono: 0657300825; Email: info@mimmomorabito.it 
con la collaborazione di: Marina Magrini e Matteo Cattelan
e il Gruppo Ufficio Stampa CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 5
Telefono: 041 234 6244 ; Email: cafoscarishort@unive.it

Servizio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico Ca’ Foscari:
Dorsoduro 3246 – 30123 Venezia
Telefono: 041 234 8358;
Fax: 041 234 8367;
Email: comunica@unive.it

 

Momo

About Momo

  •