Girls just wanna draw: l’arte di Joanna Quinn


In anni di social network traboccanti di disegni, fumetti e cortometraggi generati tramite Intelligenza Artificiale, per l’appassionato di cinema d’animazione i film di Joanna Quinn rappresentano una sorta di balsamo: per fortuna qualcuno crede ancora nella potenza del segno, nella possibilità di creare un mondo a parte, riconoscibile ma riplasmato dal tratto dall’artista. E di segni, nei film di Quinn, ce ne sono parecchi: i suoi lavori – tutti caratterizzati da schizzi nervosi, dinamici, con visi e soprattutto corpi distorti e resi caricature – traboccano di linee e ripensamenti grafici, che l’artista sceglie deliberatamente di non cancellare, rendendo così lo spettatore partecipe del processo creativo; processo, peraltro, che forza i personaggi a sottoporsi a mutazioni surreali, come se la mano dell’animatrice dominasse sulla sua razionalità per individuare le soluzioni grafiche migliori (e non necessariamente le più logiche).

Originaria di Birmingham, frequentatrice di un corso propedeutico in arte presso il Goldsmith College (Università di Londra) e successivamente laureata in Graphic Design presso la Middlesex University, Quinn si trasferisce a Cardiff, nel Galles, nel 1985, dove fonda la casa di produzione Beryl Productions insieme al proprio partner, Les Mills, sceneggiatore e produttore. Lo studio prende il nome da Beryl, l’antieroina presente in quasi tutti i cortometraggi realizzati dall’artista: un’operaia sposata di mezza età, impiegata prima in un laboratorio di dolciumi e poi presso una fabbrica giapponese, la Mishima, delocalizzata in una cittadina gallese. Beryl – il cui background culturale ricorda quello dei protagonisti di alcuni film di Mike Leigh – è caratterizzata da un’incredibile vitalità, assai provocatoria per la fine degli anni ’80; l’anticonformismo del personaggio si evidenzia fin dal primo film che la vede protagonista, Girls’ Night Out (1987), cortometraggio prodotto da Channel Four e parte di un ciclo di film diretti da animatrici. Nel film, la “notte brava” che Beryl trascorre insieme ad un gruppo di amiche si conclude con uno sberleffo ai danni di un rozzo spogliarellista. Il tratto di Quinn è già pienamente maturo, sia nella caratterizzazione fisica del personaggio – sorridente, occhialuta, non particolarmente atletica, dal viso straordinariamente espressivo – sia nelle gag, che qui ricordano certe trovate grafiche alla Tex Avery (gli occhi di Beryl che escono letteralmente dalle orbite durante gli spogliarelli). Il corpo di Beryl, d’altronde, costituirà un aspetto chiave anche in tutti i successivi exploit cinematografici.

Body Beautiful (1991) vede infatti nuovamente protagonista Beryl, che questa volta fronteggia un collega, Vince – greve e maschilista – nell’ambito di un concorso di bellezza organizzato dai propri datori di lavoro. Inizialmente restia e intimidita – soprattutto a causa del proprio fisico appesantito, su cui Vince non risparmia le battute – Beryl riesce però infine a imporsi, dopo essersi sottoposta a una serie di allenamenti e soprattutto dopo aver orgogliosamente rivendicato la propria fisicità imperfetta. La canzone che chiude il cortometraggio ridicolizza tutte le aspettative irrealistiche nei confronti delle donne, anche e soprattutto nell’ambito dell’animazione occidentale: fino a Body Beautiful, infatti, i personaggi femminili erano stati perlopiù ritratti in modo stereotipato o comunque passivo. La corporeità muliebre rivestirà un ruolo fondamentale anche in Elles (1992), breve inserto realizzato per una serie di film animati prodotti dal Musée d’Orsay, in cui due giunoniche modelle di Toulouse Lautrec si prendono una pausa dalle pose, e anche nel successivo The Wife of Bath (1998), realizzato per un adattamento a più mani de I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, in cui il protagonista – un cavaliere stupratore – deve fare ammenda del proprio crimine cercando di capire il desiderio più profondo delle donne.

Beryl resta comunque il personaggio più amato di Quinn, ed è interessante notare come alla riaffermazione della propria fisicità nei film successivi a Body Beautiful si affianchino anche delle aspirazioni artistiche; sia in Dreams & Desires – Family Ties (2006) e Affairs of the Art (2021) Beryl cerca di creare, nella veste di regista di film amatoriali nel primo film e di disegnatrice nel secondo. E se gli esiti possono anche essere tragicomici – i suoi tentativi di filmare un matrimonio con l’aiuto di un cane-cameraman finiscono con il causare incidenti e svelare altarini – ciò nulla toglie alle genuine ambizioni del personaggio, che nei suoi sogni si vede trasformata in una donna rinascimentale, ritratta in un’esplosione di nudità fisica che rimanda a Reubens e a Botticelli. In Affairs of the Art – candidato al premio Oscar così come il precedente The Wife of Bath –  la fisicità esplode in addirittura tre personaggi distinti: quella del corpulento marito di Beryl, Ivor, che goffamente deve prestarsi a fungere da musa e modello per la moglie; quella di Beverly, sorella di Beryl, tassidermista narcisista che rende se stessa una sorta di manichino vivente dal fisico impossibile, dopo essersi sottoposta a una serie di operazioni di chirurgia plastica; e Beryl stessa, ancora impiegata in una fabbrica, che cerca a sua volta di ricrearsi come artista punk e nel cui entusiasmo sembra per la prima volta farsi strada un po’ di amarezza e frustrazione.

La visione sostanzialmente positiva di Quinn non è in effetti mai completamente avulsa dalla realtà: con l’unica eccezione di Famous Fred (1996), anch’esso nominato al premio Oscar e tratto da un libro per ragazzi di Posy Simmonds, con un gatto canterino come protagonista, il suo approccio artistico non manca mai di solidi appigli con il mondo reale, ed è spesso caratterizzato da forte ironia nei confronti della società e della Storia del Regno Unito. L’esempio più evidente è Britannia (1993), premiato con il premio Leonardo Da Vinci, in cui un Bulldog – simbolo dell’imperialismo britannico, storicamente rappresentato in numerose illustrazioni satiriche delle riviste Punch e Illustrated London News – vede la propria influenza mondiale ascendere e poi dissolversi rapidamente. Il film è una satira anticolonialista particolarmente efficace e forse il lavoro graficamente più surreale mai realizzato da Quinn; la quale è oggi un’artista meritatamente affermata, premiata – tra l’altro – con due premi Emmy, 4 premi BAFTA e onorata nel 2008 con una mostra, Drawings that Move, volta a celebrare la sua forza artistica, la sua ironia e il suo inimitabile tratto.

Davide Giurlando

Britannia
Direction/Animation: Joanna Quinn
Date: 1993
Length: 5’
È un corto storico e provocatorio che racconta il colonialismo britannico passando da tutti i punti piú importanti, ma dal punto di vista di un enorme bulldog che gioca con il mondo come fosse un suo giocattolo, finché non diventa un cane di taglia piccola e viene portato al guinzaglio da una signora.

Girls night out
Direction/Animation: Joanna Quinn
Date: 1987
Length: 6’
Il corto racconta di una serata fra donne che assistono a uno spogliarello maschile in occasione del compleanno di Beryl fra urla, risate e alcol.

Affairs of the art
Director: Joanna Quinn
Date: 2021
Length: 16’23”
In questo corto Beryl, la protagonista di quasi tutti i lavori di Joanna Quinn, racconta della sua vita e della sua eccentrica famiglia attraverso aneddoti della sua infanzia costellati da strani interessi e abitudini. La differenza fra Beryl e la sorella Beverly è al centro dell’attenzione, con le attrazioni singolari di Beverly e la sua attuale vita da ricca e l’antitetico amore per l’arte di Beryl, con cui però non è mai riuscita a lavorare.

Related Works.

Loading

The Sweetness of Air

The Sweetness of Air

Videoconcorso “Francesco Pasinetti”

Videoconcorso “Francesco Pasinetti”

Lo sguardo sospeso

Lo sguardo sospeso

Sasha

Sasha

Live performance: Musicafoscari

Live performance: Musicafoscari

La Notte

La Notte

Closer

Closer

Romeo

Romeo

Devotions

Devotions

East Asia Now

East Asia Now

A step back

A step back

CONCORSO SCUOLE SUPERIORI

CONCORSO SCUOLE SUPERIORI

Fox tossing

Fox tossing

The borders never die

The borders never die

Baggage

Baggage

Dancing on a cloud

Dancing on a cloud

Off the page

Off the page

Empty night

Empty night

Jackpot

Jackpot

PENSIERI DAL SET: NINAGAWA MIKA

PENSIERI DAL SET: NINAGAWA MIKA

Alvida – The Last Goodbye

Alvida – The Last Goodbye

Game, interrupted

Game, interrupted

Chai-Coffi

Chai-Coffi

Fragments of us

Fragments of us

Manting

Manting

Apnea

Apnea

CINIT Music Video Competition

CINIT Music Video Competition

Il mondo di Philippe Le Guay

Il mondo di Philippe Le Guay

Something’s Wrong

Something’s Wrong

Stabat Mater

Stabat Mater

Carlo Montanaro – La Fabbrica del Vedere

Carlo Montanaro – La Fabbrica del Vedere

The song of the beasts

The song of the beasts

Lo Short incontra Faraz Arif Ansari

Lo Short incontra Faraz Arif Ansari

Father’s footsteps

Father’s footsteps

Not yours

Not yours

We should all be futurists

We should all be futurists

Memoir rambler

Memoir rambler

Dielli

Dielli

Concorso Internazionale “South Italy International Film Festival”

Concorso Internazionale “South Italy International Film Festival”

Accidentally intentional

Accidentally intentional

Short meets Liliana Cavani

Short meets Liliana Cavani

Panique À La Noce

Panique À La Noce

Young Filmmakers at Ca’ Foscari

Young Filmmakers at Ca’ Foscari

Il mondo di Živa Kraus

Il mondo di Živa Kraus

Concorso “Le giornate della luce”

Concorso “Le giornate della luce”
Loading